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Fino a qualche anno fa mi auto-definivo “pollice nero” perché uccidevo proprio ogni pianta che mi arrivava in casa! Poi mi sono innamorata del compost perché mi sembrava un modo così rispettoso di trattare la parte del frutto o della verdura che non mangiavo. Prima di sapere veramente cosa fosse il compost pensavo che si trattasse di un cumulo di cibo che marcisse, non avevo capito che con certi metodi si può ottenere in 6-8 settimane un substrato che odora di bosco. Il compost non ha nulla a che vedere con il marciume, è un’alchimia vera a propria che trasforma qualcosa di non più vivente in qualcosa di rigenerante e vitale.

Silvia Sandri è responsabile per il progetto Local Carbon in Italia