Come?

Rivalutando lo “scarto” organico e il suo contenuto di carbonio

Il nostro pianeta usa le piante e la fotosintesi per regolare la CO2 in atmosfera e il carbonio in terra. Gli umani hanno però messo in disequilibrio questo ciclo naturale bruciando milioni di tonnellate di carburanti fossili che si trovavano sottoterra. Questo, unitamente a pratiche agricole non sostenibili, hanno prodotto troppo carbonio in atmosfera e non abbastanza carbonio nel terreno. Ne risulta che il pianeta è sempre più caldo e i raccolti sono sempre più magri. A questo punto urge una misura correttiva su larga scala per guarire il ciclo naturale che è attualmente compromesso.

Una soluzione immediatamente attuabile è quella di trasformare lo scarto organico (di piante) in carbone vegetale per “ri-fossilizzare” e immagazzinare efficacemente il 50% della CO2 assorbita dalla pianta durante la crescita.  In assenza di “ri-fossilizzazione”, ovvero semplicemente bruciando o lasciando marcire le piante, il 98% del carbonio tornerebbe in atmosfera come CO2. Per ottenere la carbonizzazione invece lo scarto delle piante sono sottoposte ad un processo di “gassificazione”, ovvero sottoponendole ad elevato calore in carenza di ossigeno. Seguendo questa metodologia piante, persone e tecnologie innovative possono finalmente lavorare in sinergia per rimettere il carbonio della Terra in equilibrio.

Il carbone vegetale ad uso agricolo si chiama “Biochar” – si unisce alla compostiera, e successivamente al terreno, intrappolando efficacemente il carbonio nel terreno per millenni.

Noi colleghiamo le mani delle persone alle azioni necessarie e ai denari disponibili, per ottenere un impatto sul clima, immediato e verificabile. Invitiamo ad unirsi al progetto Local Carbon tutte le persone e tutte le aziende che desiderano non delegare ad altri le sorti del nostro clima.

Che cos’è un network di Local Carbon?

orti + persone + tecnologia innovativa + autofinanziamento

Lavoriamo un quartiere alla volta, insegnando il compostaggio domestico e l’agricoltura urbana. Attiviamo degli abbonamenti con i cittadini del quartiere che ricevono il Biochar, una compostiera domestica e video didattici. I denari raccolti con gli abbonamenti individuali sponsorizzano il lavoro di quartiere che prevede la donazione di biochar agli orti cittadini locali o fattorie didattiche locali. Insegniamo agli orti e alle fattorie le basi dell’Agricoltura Rigenerativa e insieme a  loro individuiamo tutte le fonti di scarto organico locale come legno, scarto dei ristoranti, letame, fondi di caffè, frutta e verdura da scartare. Avviamo insieme a loro le compostiere da orto. Laddove c’è molto scarto legnoso introduciamo la tecnologia per la gassificazione. Infine colleghiamo orti e fattorie con i cittadini abbonati che ricevono da quest’ultima consigli e supporto per i loro giardini, orti in vaso o piante da casa.

Perché funziona?

Perché le piante crescono ovunque, perché la tecnologia è ben conosciuta e perché chi usa grandi quantità di biochar non lo paga.

Vantaggi per le attività di compostaggio e l’agricoltura:

  • L’utilizzo del Biochar fa sì che il compost raggiunge temperature elevate (60 gradi), facendolo maturare più velocemente e uccidendo patogeni e semi di erbe infestanti.
  • Il Biochar elimina eventuali odori sgradevoli dalla compostiera.
  • Il Biochar si imbeve dei nutrienti del compost e diventa come un fertilizzante permanente
  • Il Biochar stimola la crescita della rizosfera, rendendo il terreno più elastico, più permeabile all’acqua e resistente alla compattazione.
  • Il Biochar assorbe una grande quantità di nitrati idrosolubili ed altri nutrienti idrosolubili che altrimenti andrebbero persi durante il compostaggio, fornendo poi azoto e nutrienti in abbondanza alle piante, con conseguente riduzione della necessità di fertilizzare.
  • Il Biochar fortifica il microbioma delle piante che risulta in una risposta immunitaria migliore.

Vantaggi per l’ambiente:

  • Per ogni kg di Biochar compostato, se prodotto insieme alla generazione di elettricità mediante la gassificazione di rifiuti organici, otteniamo fino a 40 kg di impatto sulla CO2.
  • La BECCS (bioenergie con cattura e stoccaggio del carbonio) e la PyCCS (cattura e sequestro del carbonio con pirolisi) sono metodi scientificamente riconosciuti per sottrarre la CO2 dall’atmosfera e immagazzinarla nel terreno a lungo termine.
  • Le emissioni di protossido di azoto e di metano in compostiera sono ridotte fino al 90% con l’aggiunta del biochar. Ricordiamo che l’ossido di azoto (N2O) è un gas serra 300 volte più potente della CO2 e il metano (CH4) è circa 80-100 volte più potente della CO2 come gas serra per i primi 20 anni dall’emissione.
  • Il Biochar nel suolo espleta una funzione continua nel tempo per la riduzione delle emissioni delle Nox dal suolo.
  • Il Biochar lega e immobilizza molti inquinanti, compresi i pesticidi e i metalli pesanti, rendendolo uno strumento utile per la bonifica di terreni contaminati.
  • La produzione di biochar mediante gassificazione evita il rilascio di particolato in atmosfera (fume) così come accadrebbe con la combustione a cielo aperto.
  • La produzione di Biochar può avvenire con certe tecnologie anche in contemporanea alla produzione di energia elettrica e calore, evitando quindi di doverli produrre tramite l’uso di carburanti fossili.

The Climate Clock ci dice che raggiungeremo il limite sicuro di CO2 entro i prossimi 15 anni. The Scientific American dice che ci rimangono solo 60 raccolti sulla terra ma un aumento solo del 2% del contenuto di carbonio nella terra può bilanciare il 100% dei gas serra andando in atmosfera – mentre si rigenerano i suoli. Cosa aspetti ad agire?

 

 

crediamo che una civiltà migliore sia possibile e fattibile con i mezzi attualmente a nostra disposizione e la collaborazione tra persone..

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